Novena alla Madonna dei Bianchi

– O Santissima Vergine dei Bianchi, Che avete stabilito il Vostro Trono di clemenza, nel Tempio a Voi consacrato dalla fede e dall’amore dei padri nostri; deh, volgéte lo sguardo verso di noi e degnateVi accogliere le nostre preghiere; copriteci del manto della Vostra materna protezione e liberateci da tanti mali, che ci amareggiano la vita e ci minacciano nell’anima e nel corpo. Pater, Ave e Gloria.

O Maria Vergine Bella
Che qui chiusa in veste bianca
Ti dimostri come stella

Nella terra del dolor,
Tu nell’anima rinfranca
D’innocenza il vago fior.


II° – O benignissima nostra Protettrice, Maria, Che appariste misteriosamente sui nostri monti, messaggera di perdono e di pace, per placare la Giustizia divina, la quale voleva punire Messina con i terribili castighi della peste, della fame e della guerra, simboleggiata dai tre pani, che un contadino, per divino comando, avrebbe dovuto gettare nel torrente di Curcuraci; deh! otteneteci il perdono dei nostri peccati e fate che noi corrispondiamo con gratitudine alla bontà del Vostro Cuore amoroso, dando esempi di buoni costumi e venerandoVi con vera e sentita devozione. Pater, Ave, Gloria.

Contro l’uom perverso e rio
Contro il popol di Messina
Minacciò l’Eterno Iddio

Tre castighi in suo furor
Ma a placar l’ira divina
Qui apparisti tutta amor.


III° – O Sovrana Regina del cielo e della terra, Maria, Che, piena di carità con chiari segni, avete voluto manifestarci la volontà di Dio, apparendo una seconda volta, e al contadino, che già aveva lanciato il primo pane lungo le acque del torrente, sollecita impediste che ripetesse il gesto rovinoso, ed insieme dimostraste il vostro materno dolore per il flagello della peste, di cui stava per essere colpita Messina; Vi preghiamo d’impetrarci la grazia di osservare fedelmente la santa Legge di Dio: per essere sempre liberi dal mortale contagio del peccato e per non mettere ostacoli a ricevere le vostre preziosissime grazie. Pater, Ave, Gloria.

Fiero simbolo già un pane
Fu gettato nel torrente
E la peste orrenda immane

Già Messina conturbò
Ma la tua preghiera ardente
D’ogni male ci scampò


IV° – O Celeste Consolatrice delle anime, Maria, Che, con materna cura, interveniste per liberare dalla peste la vostra diletta Messina, apparendo col flagello nelle mani e comandando a quel contadino d’indicarla all’Arcivescovo della Città, in nome vostro, affinché ordinasse preghiere, penitenze e una solenne processione di riparazione, in abito di bianco, affinché fosse propiziata la divina Misericordia; deh! intercedete per noi, aiutandoci a detestare i nostri peccati, mortificandoci i sensi, domando con coraggio le passioni, vincendo il rispetto umano, siamo liberati dalla morte eterna. Pater, Ave, Gloria.

Bianca veste e disciplina
Del perdon fu questo il segno
Per le strade di Messina

Pianse il popolo al Tuo piè
Deh! Tu, Madre, dal tuo regno
Svegli in noi l’antica fè


– O Dolcissima Madre, Maria, che ci amaste a preferenza degli altri popoli, e per darci ancora una prova della vostra perpetua protezione, ci rinnovaste, nelle apparizioni, la Vostra singolare predilezione, con queste parole: “Non ho cessato, né cesserò, ma sempre per voi pregherò Dio Padre, Figlio e Spirito Santo”; Vi supplichiamo di mantenerci sempre questa preziosa promessa, specialmente in questi tempi di decadenza di costumi e di allontanamento da Dio. Pater, Ave, Gloria.

Bello il pegno che ci dai
sono questi i detti Tuoi:
Non cessavi, non cesso e mail

cesserò per voi pregar
Deh! Maria prega per noi
Prega, prega non cessar.

 

SUPPLICA

O Vergine gloriosissima dei Bianchi, che vi degnaste scegliere come sede delle Vostre grazie la nostra terra, in mezzo a gente impegnata nel duro lavoro della campagna, noi qui prostrati dinanzi alla Vostra Augusta Immagine a voi confidiamo i sospiri e le speranze dell’anima ed imploriamo il Vostro potente patrocinio. Mistica rosa, fiorita sui nostri monti, conquistate le anime con la soave fragranza della Vostra bontà. Voi sapete da quante afflizioni siamo circondati e quante miserie ci travagliamo. Che Vi costa l’esaudirci? Non ha posto Gesù nelle Vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie?
Voi ci avete salvato da tanti mali da noi meritati per i nostri peccati. Voi ancora ci prometteste di non cessare mai di intercedere per noi. O Madre nostra tenerissima, fiduciosi pertanto Vi preghiamo d’impetrarci da Dio: La sua grazia, il perdono delle nostre colpe, la preservazione dai castighi, la provvidenza quotidiana per vivere onestamente, e infine, la salvezza eterna.

Noi gratissimi a tanti Vostri benefici vi rendiamo grazie e benedizioni e Vi offriamo in omaggio il nostro cuore.

Salve Regina.