Tratta da: «Iconologia della gloriosa vergine Madre di Dio Maria. Protettrice di Messina» (Libro II pagg. 231-232) del Rev. Padre Placido SAMPERI, 1646.
Vedesi al presente in questo Tempio [S. Domenico Patriarca] un solo vestigio de’ Templari rimasto, è una Imagine della B. Vergine, che à bello studio hò in questo luogo riserbata, sotto titolo de’ Bianchi, in una Cappelletta vicino alla porta, ch’entra nel Chiostro, dipinta a fresco, il cui vestimenti è bianco, segnata nella fronte con la Croce rossa de’ Templari, & intorno alla Imagine vi stà in diuersi partimenti dipintia vn’ Historia, la quale riferirò in questo luogo, conforme l’hà raccontato D. Siluestro Maurolico, venerabile Abbate, e dice d’haueria intesa per bocca di suo Zio huomo non di poca autorità, l’Abbate D. Francesco Maurolico, e come quella, & altre antiche dipinture tacitamente l’affermano.
Nella Campagna d’vn Villaggio lontano da Messina sei miglia circa, verso la parte Settentrionale, detto Curcuraci, mentre vn certo bifolco staua attualmente arando la terra, & andaua appresso i buoi, segli fece auanti Christo Nostro Signore in forma di Peregrino, e gli pose nelle mani tre pani, comandandogli, che nel vicino fiume li gittasse. Obbedì al venerando Peregrino il bifolco, e mentre andaua per eseguire il comandamento, segli fa incontro una Donna vestita di candide vestimenta con la Croce rossa nella fronte e gli vietò che buttasse quei pani nell’acque, dicendogli, che tre grauissimi castighi al mondo, & alla Citta di Messina mandati da Christo grauemente per li loro peccati sdegnato, quei tre pani gittati nell’acqua significauano.
S’arretrò colui, e fece ritorno al suo lauoro; mà vedendolo il Peregrino, che non hauea eseguito ciò che imposto gli hauea, si sdegnò contro fieramente contro di lui, e minacciandoli calamità, disagi, e morte, lo rimando nuouo à fare quanto gli hauea prima ordinato; & il bifolco tutto spauentato, correndo tosto verso le acque, prima che quella veneranda Matrona lo sopragiungesse, si trouò di hauere gittato vn pane nel fiume. Et ella subito: restati misero: che fai? grauissima peste al mondo, & al Popolo Messiene sourasta per quello pane, che hora gittasti. Mà tu vattene all’Arciuescouo di Messina, e gli riferirai tutto quello, che hai veduto, con dirgli da parte di Maria Vergine Auuocata de’ Messinesi, che facci fare al Popolo, orationi, digiuni, con altre asprezze; e penitenze, & in particolare una solenne Processione nell’habito bianco, e disciplina, come tu hora mi vedi (haueua Maria Vergine nella man destra la disciplina, in segno della penitenza, che da’ Popoli ricercaua) acciò per mezzo della mortificatione, e delle lagrime vadino mitigando l’ira giusta del mio Figliuolo: & io fra tanto non mancherò di supplicarlo: acciò conceda loro il perdono. così disse la Madre delle misericordie, e disparue.
Andò colui all’Arciuescouo, il quale fu forse Raimondo de Pizzolis, nel cui tempo, & assicuratosi del fatto; fece predicare a Popoli la penitenza, facendo solenni Processioni per la Citta co’ sacchi bianch e discipline. Mà hauendo per all’hora la Madre di Dio allontanato la fame, e la guerra, fu solamente, con la peste, per qualche tempo afflitta, per la correttione di costumi. E d’indi in poi si dipinsero diuerse Imagini di Maria Vergine vestita di bianco, con la disciplina, e flagello in mano, delle quali sin dal presente son rimaste alcune, cioè à dire, nella Chiesa di Curcuraci, oue si dice esser fatta l’apparitione: nel Monastero di S. Chiara, in un antico muro a fresco, dentro al Chiostro: in un antico Quadro della Chiesa de’ Carmelitani, & in un altro in quella de’ Frati Zoccolanti, & in tutti questi esemplari stà nell’istesso modo, e senza variatione alcuna copiata questa Historia. Tiene anche nella man sinistra la Santissima Vergine vn cartoccio, in cui si leggono queste parole di molta dolcezza. NON CESSAVI, NEC CESSABO, SED PRO VOBIS SVBBLICABO, DEO PATRI, ET FILIO. Dichiarando con ciò la B. Vergine la sua perpetua protetione verso de’ Messinesi.
